I Luoghi di Baldassare 2009 – resoconto
L’edizione de “I Luoghi di Baldassare” 2009, Festival organizzato, come fin dal suo nascere in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Venezia, con la Regione del Veneto, con la Provincia di Venezia, con partners importanti come il Teatro La Fenice e sponsors come il Casinò di Venezia, il Consorzio Venezia Nuova e altri, ha seguito due linee guida principali: gli inediti di Galuppi e la celebrazione dei centenari di Purcell, Haydn, Händel e Mendelssohn, che hanno interessato la maggior parte degli appuntamenti musicali.
Alle Sonate da chiesa inedite, che hanno aperto la rassegna nella illustre sede della Basilica di S.M.Assunta di Torcello, ancora nell’ambito delle celebrazioni per il millenario della Basilica, è seguita una serata con arie celebri da opere di Händel e Purcell cantate dal sopranista Angelo Manzotti con grande partecipazione emotiva e sfoggio di splendidi costumi del Settecento.
Grandiosa è stata l’esecuzione dell’Oratorio Jahel con le splendide voci della Cappella Artemisia accompagnate dall’Orchestra Barocca di Bologna in un’interpretazione brillante e filologicamente attenta che ha entusiasmato gli ascoltatori. L’oratorio ha consentito di conoscere un Galuppi insolito in un’importante opera di genere sacro. Sul medesimo versante la proposta del bel salmo inedito Dixit Dominus, in prima esecuzione in tempi moderni, da un manoscritto conservato nell’archivio dell’IRE di Venezia, nell’interpretazione del Coro Lotti accompagnato dall’orchestra I Virtuosi Veneti. Accanto al salmo si è voluto accostare un Kyrie del Lotti e il celebre Gloria di Vivaldi che ha riscosso grande consenso. Ancora inedite di Galuppi le Sonate per tastiera nell’interpretazione di Andrea Bacchetti, vincitore tra l’altro del Premio Venezia, che con la purezza del suo tocco ha saputo creare rarefatte atmosfere di grande piacere all’ascolto.
Accanto a Haydn e Händel si è voluto celebrare il bicentenario della morte di Albrechtsberger, musicista austriaco, maestro di Beethoven e autore di due concerti per maultrommel, conosciuto come scacciapensieri, e mandora in un appuntamento che è stato inserito nella sezione Strumenti Rari, inaugurata lo scorso anno e che ha riscosso grande interesse. Ancora per le celebrazioni di quest’anno l’appuntamento con il Trio di Parma in un programma eclettico che ci ha portato ben oltre fino a Ravel e a De Pablo in un’esecuzione stilisticamente e formalmente perfetta.
In chiusura un concerto in collaborazione con Settimane Musicali al Teatro Olimpico e con Antiruggine, dedicato proprio ai Tre Grandi Centenari con lo splendido Ottetto di Mendelssohn, celeberrima opera giovanile, eseguita da grandi interpreti come Sonig Tchakerian, Danilo Rossi, Mario Brunello e Massimo Somenzi assieme ai loro allievi in un concerto di grande spicco.
Lo sconfinamento in aree musicali e culturali diverse ha caratterizzato anche questa edizione con un concerto di musica ottomana nel Fondaco dei Turchi, oggi Museo di Storia Naturale, in un programma di musiche sufi di epoca ottomana con la splendida voce di Sepideh Raissadat accompagnata dall’Ensemble Maraghi, specializzato in questo repertorio.
Altrettanto la serata con lo strepitoso quintetto Gomalanbrass esibitosi in musiche del periodo Liberty con pezzi molto noti, ma reinterpretati e rinnovati.
Anche nell’edizione di quest’anno accurata è stata la scelta dei luoghi che sono stati abbinati con consapevolezza a partire dalle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, alla sontuosa sala superiore della Scuola Grande di San Rocco, dove sono stati ambientati i concerti di musica settecentesca che ben si sono inseriti fra splendide opere d’arte. Non meno indovinato il Fondaco dei Turchi, con l’apertura, dopo decenni, del portico sul Canal Grande per un rinfresco di fine concerto. L’appuntamento faceva parte del Progetto Fondaci iniziato tempo fa e che quest’anno intendeva omaggiare appunto l’etnia turca, presente a Venezia fin dai secoli più antichi avendo costruito la Serenissima, a cavallo del 1500 la prima moschea in Europa. Altrettanto gradito il Santuario della Madonna dell’Apparizione a Pellestrina dove uno strepitoso tramonto sulla laguna ha atteso gli ascoltatori alla fine del concerto tenuto dal duo Guglielmo-Mabilia che ha proposto un programma di musiche barocche eseguite con perfezione stilistica e musicale.
Grande il successo di pubblico, dove si sono visti anche molti giovani, che ha fatto registrare il tutto esaurito a ogni appuntamento. Il pubblico si è assiepato anche negli incontri più insoliti, come al Fondaco dei Turchi che contava un cortile gremito, al Grande Albergo Ausonia e Hungaria al Lido di Venezia per la serata Liberty, dove il pubblico ascoltava il concerto dalla terrazza essendo la sala al massimo della sua capienza, e a Pellestrina dove le persone ascoltavano dalla scalinata del Santuario.
Il consenso è stato sempre unanime anche per un pubblico, come quello veneziano, che ha ampia scelta di proposte in una città ricca di eventi di ogni tipo, oltre che per i turisti a volte venuti a Venezia proprio per seguire questo Festival. L’abbinamento della proposta musicale di alto profilo artistico con i luoghi di rara frequentazione all’interno della laguna, hanno caratterizzato come sempre la rassegna creando una proposta musicale e culturale unica nel suo genere e di indubbia validità.
Lusinghieri dunque i risultati anche per questa edizione e, si può ben dire, raggiunti tutti gli obiettivi istituzionali con risultati artistici più che soddisfacenti. L’Associazione di volontari che ha ideato e organizzato il Festival attraverso quindici anni è cresciuta ancora e ha ulteriormente allargato i propri progetti tuttora in fase di elaborazione per le edizioni future, costituendo un polo di importante riferimento per un pubblico di appassionati e di ascoltatori raffinati che seguono questa iniziativa con partecipazione e grande consapevolezza.






